Tra il XIV e il XVII secolo molte donne furono processate per stregoneria dall'Inquisizione, le loro deposizioni riportavano un'immagine ricorrente: quella della "Signora del Gioco". L'intento del saggio è di commentare e interpretare le fonti processuali del periodo in cui vigevano provvedimenti repressivi estremi contro la stregoneria, ma c'è anche la volontà di indagare e di restituire la sua componente misteriosa e inconscia. Ciò che si riconosce oggi come proiezione inconscia di un'epoca in cui molto ha fatto la tradizione popolare, era allora per i giudici fatto reale su cui le donne erano chiamate a deporre.

 

La caccia alle streghe continua a essere un capitolo difficile della storia europea e questo libro è un nuovo tentativo di leggerla, dando ascolto a quello che le vittime tentano di dirci. Molti storici pensano che non sia possibile conoscere il punto di vista delle vittime, che si tratti della caccia alle streghe o di altre persecuzioni, perché i documenti furono scritti dai persecutori. Posizione discutibile. C'è un legame che non si può rompere tra il persecutore e la vittima, e quando il primo afferma il proprio punto di vista, tira dentro anche la seconda. Basta avere la pazienza di seguire il filo esile e intermittente di questa presenza seconda. Seguendolo, indietro nel tempo, di processo in processo, il libro ci fa incontrare le donne accusate di essere streghe, in realtà spesso donne dedite alla medicina e alla divinazione, tutte diverse tra loro, alcune dotate di una notevole personalità, e ci conduce fino al cuore della loro mitologia, un mondo magico dominato dalla figura di una divinata femminile, la signora del gioco. Perdenti in partenza, per l'enorme disparità di potere, le vittime si difesero con tutti i mezzi che avevano a loro disposizione, con la fuga, con la sincerità, con la fantasia, con la ragione, con la religione, con il silenzio, con la malattia, mentale, con la morte. La loro mitologia si perdette, per fare posto alle credenze religiose dei loro persecutori, dominate dalla figura del demonio. La vicinanza che il libro consente di avere con la scena del processo, fa cedere il "lavoro" fatto dalle donne coinvolte per venire in qualche modo a capo della loro paurosa situazione, contribuendo così alla fine della persecuzione, non prima del XVIII secolo.

LA SIGNORA DEL GIOCO. Luisa Muraro

€ 16,50Prezzo